giovedì, 07 gennaio 2010

Non un passo indietro

Sono tre gl'attacchi che, in pochi giorni, Forza Nuova ha subito nel territorio della Capitale. Attacchi ai quali le agenzie d'informazione non hanno dato il minimo risalto, probabilmente impegnate a comunicare al popolo le previsioni astrologiche pel 2010, come s'è premurata di fare la RAI coi soldi del canone, o a diffondere l'ultimo aggiornamento sull'umore del primo ministro, a tre settimane dal ferimento, nello stile delle reti Mediaset.

fn attentato.JPG«Fuoco ai fasci e fuoco alle loro sedi» recitava il volantino di rivendicazione che il 31 dicembre scorso faceva mostra di sé davanti alla sezione del partito in piazza Vescovio nel II Municipio a Salario, danneggiata dal lancio di due bottiglie incendiarie. Tra il 2 e il 3 gennaio fu fatto eplodere un ordigno artigianale sulla serranda della sede della libreria Liberi pensieri, di Roma Nord, associazione culuturale di destra impegnata attivamente nel sociale e nella politica di quartiere, che proprio in quei giorni raccoglieva giocattoli da destinare al reparto di oncologia pediatrica del Gemelli. Lunedí 4 gennaio, in tarda serata, è stato versato e quindi incendiato del liquido infiammabile sotto la saracinesca della sede Massimo Morsello, in zona Appio.

fioreroberto.jpgFortunatamente per Forza Nuova, il "clima d'odio" ch'aleggia in Italia si rivolta interamente contro Silvio Berlusconi, almeno stando al suo stesso dire. Resta solo da chiederci chi, ciononostante, abbia trovato il tempo di realizzare tre attentati a Forza Nuova in una sola settimana. In ogni caso giungono provvidenziali le parole di Roberto Fiore sull'accaduto: «Evidentemente con questa serie di attentati c’è chi vuole scatenare una guerra all’interno di una generazione di giovani, come negli anni di piombo, per mantenere inalterato lo status quo e garantirsi il potere. A chi arma la mano degli stupidi, rispondiamo che l’ambiente nazionale rivoluzionario, che oggi Forza Nuova incarna, ha fatto tesoro del sangue versato dai nostri fratelli negli anni ’70: non cadremo nella trappola. Il nostro nemico non è lo stupido che lancia una molotov, ma il criminale in giacca e cravatta che gli dice di farlo. Un nemico da sconfiggere politicamente con le idee e con la perseveranza».

tre-comari.jpgChe fortuna, sempre per Forza Nuova, anche il fatto che in Italia viva una comunità omosessuale, la quale quotidianamente si dichiara vittima d'ogni violenza, repressione e brutalità possa essere commessa: altro che le bombe contro le sezioni! Se cosí non fosse, non avrebbe avuto alcuna necessità la proposta di legge della parlamentare del PD Paola Concia, che prevedeva l’aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali, tuttavia affossata alla Camera lo scorso 13 ottobre. Né troverebbe spiegazione l'orgoglio con cui la ministra pelle Pari Opportunita, Mara Carfagna, il 9 novembre dichiarava dal sito del ministero d'aver investito (certamente non sprecato) la cifra di 2 milioni di euro per avviare una campagna di propaganda contro quella che viene definita omofobia: il martellamento pubblicitario, che propagavasi sulla rete come via etere, sulla carta stampata e sui manifesti affissi, al grido di «l'omofobia può essere curata» rassicurava il cittadino (sebbene a sue spese) che entro pochi anni si vivrà in un felice mondo in cui all'intoccabile omosessuale sarà concesso di spadroneggiare pelle vie cittadine senza il rischio d'essere contestato da alcuno, in compagnia del coniuge e della prole adottata.

Per il momento ci si consola accontentandosi dell'istituzione d'un fondo da 250 mila euro da parte del comune di Firenze a sostegno del pagamento dei mutui per le giovani coppie, ivi incluse quelle omosessuali: siamo tutti certi che nessuna famiglia con moglie, marito e prole, parimenti in difficoltà ma scalzata da una coppia di uomini amanti nell'accesso al detto fondo, si mostrerà tanto omofobica da nutrire alcun risentimento nei confronti dell'amministrazione del comune o del governo della Nazione a cui sta donando i proprî figli.

Il caso del padre nisseno che lo scorso 30 dicembre ha tentato il suicidio perché non in grado di sfamare i suoi tre figli, dopo che da mesi gl'era stata sospesa l'erogazione del salario di 700 euro mensili che riceveva in nero in cambio della sua prestazione come guardiano di cantiere 24 ore su 24, lavoro ch'aveva appunto appena perduto, è ancora nelle menti di tutti. Anzi no, dimentichiamocene: l'omofobia si può curare! Due milioni di euro decisamente ben spesi.